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Storia

La scuola di judo 7 + nasce nel '99, presso lo stabile Ai Mondan, ex sede dell'avviamento.

L'inizio scaturisce da un caso fortuito: un gruppo di ex- allievi, che aveva praticato con me per anni al Judo club Moesa, i quali avevo amaramente lasciato allo stesso, mi chiese di organizzare un allenamento per loro, che, nel frattempo, avevano cessato l'attività judoistica.

Acconsentii con molto piacere, senza pensare di dare un seguito regolare a quell'incontro (allora insegnavo già presso il Judo Club Bellinzona).

Al contrario, mi arrivarono numerose richieste di riprendere i corsi a Roveredo, sia da parte di giovani, sia di genitori interessati al Judo per i propri figli.

Così, nel '99 decisi, con mio fratello Mario, di riaprire i battenti della nostra palestra di fitness anche al Judo, con corsi dedicati ai bambini dai quattro ai sei anni (gioca - judo) e dai sei ai dieci anni.

Nel 2000 ci siamo trasferiti nell'attuale sede, in via Moesa sempre a Roveredo. Durante questi anni la palestra ha conosciuto un incremento di iscritti e, ai sopraccitati corsi, se ne sono aggiunti altri due: uno per ragazzi dai dodici anni in avanti e uno per adulti amatori.

Attualmente la sezione conta complessivamente 50 iscritti.

Nel riprendere l'attività a Roveredo ho potuto realizzare un vecchio sogno, quello di aprire le porte della mia palestra all'integrazione, in corsi per normodotati, di bambini e ragazzi portatori di handicap.

Il Judo è una disciplina sportiva ottimale per lo sviluppo psico-fisico dei bambini: in primis si tratta di uno sport individuale, che pone gradualmente il bambino di fronte alle sue paure e ai suoi timori, dandogli i mezzi per superarli; d'altro canto è impossibile da praticare al di fuori del contesto di un gruppo ben affiatato, il che sviluppa la socialità e la capacità relazionale, all'interno del rispetto reciproco, basato su poche, ma chiare norme di convivenza.

Secondariamente, il Judo svolge un'ottima funzione di canalizzazione costruttiva della violenza, a convertire in energia positiva e non lesiva i momenti di aggressività.

Infine, il Judo sfrutta molti tra i canali di apprendimento del bambino, da quelli più usuali, quali quello visivo e quello verbale, a quello meno conosciuto, ma basilare, della comunicazione corporea, che abitua alla conoscenza del proprio corpo e al contatto con l'altro.

In quest'ottica, anche il momento del confronto non viene vissuto in modo penalizzante o giudicante, ma come gioco (per i più piccoli), o come sfida, per i più grandi, prima di tutto con se stessi e la propria emotività.

Anche i soggetti più o meno dotati fisicamente hanno, infatti, la possibilità, attraverso il Judo, di scoprire e mettere a punto la loro strategia vincente: c'è chi sfrutterà la velocità, a fronte di una massa corporea inesistente, chi l'agilità, chi la percezione dei movimenti altrui, chi, semplicemente, si troverà a proprio agio in un gruppo coeso, che non stigmatizza chi non raggiunge dei risultati nella competizione sportiva.

Quest'ultima osservazione mi porta direttamente ad esporre le nostre attività: gli allenamenti hanno cadenza settimanali per i più piccoli, bisettimanali per il gruppo dei medi e dei ragazzi, con possibilità di un allenamento supplementare.

Da anni partecipiamo alle gare educative del Canton Ticino (delle quali sono stato uno dei promotori), che danno la possibilità ai giovani judokas di avvicinarsi progressivamente alla competizione, allo scopo di prepararli in modo adeguato a praticare un Judo corretto e leale e a scegliere, in un futuro, se continuare a gareggiare o meno.

Infatti, nessuno dei miei allievi viene spinto a competere o a inseguire un risultato, ma solo a praticare Judo con soddisfazione, decidendo liberamente se gareggiare, preferendo gare tecniche, di combattimento, o se non farne per niente.

In questo modo, anche chi pratica Judo solo per divertimento, i quali sono molti, è libero di continuare a frequentare la palestra senza inutili stress.

Da tre anni organizziamo, in collaborazione con il Mo Giuseppe Vismara, uno dei migliori tecnici Europei, due corsi: uno durante le vacanze di Pasqua, cui sono invitati anche i genitori dei piccoli judokas:questa iniziativa ha suscitato un alto gradimento e ci ha permesso di coinvolgere i genitori nelle attività dei propri figli, contribuendo a creare un'atmosfera di collaborazione, il secondo, estivo, denominato "Judo e non solo", sull'arco di due settimane si pratica Judo, vari sport legati alla natura, dalla montagna al lago, a Tremezzo sul lago di Como, al quale partecipano 40 judokas per settimana.

La nostra azione è per i ragazzi, nell'interesse e nell'attenzione per la loro crescita e il loro benessere, in questo senso, i miei collaboratori e io, riteniamo che una disciplina sportiva come il judo rappresenti un importante occasione di crescita.

 


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